Archivio per la categoria ‘Quando cala il sole’

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Mi manchi tanto che a volte fa quasi male

25 Febbraio 2009

ricordi quanto ridevamo con questa frase?

Oramai è più di un mese che non ho tue notizie. Ammetto, sono preoccupata. Tanto. Tantissimo.

Non sono mai stata tanto in chiesa come queste ultime settimane, appena potevo facevo una tappa per accendere una candelina per te. Che non so dove sei. Che non so come stai.

L’altro giorno ho visto uno dei tuoi figli. Con gli occhi lucidi, sono andata a salutarlo. Ero davvero contenta di vederlo. Ovviamente ho dovuto mordermi la lingua e seppellirla lì vicino per non chiedergli tue notizie, che mi sembrava così tranquillo e felice.

Ieri sera tornando a casa ho guardato il cielo. Una notte perfetta, il cielo limpido e tantissime stelle. Ho pensato a quanto ti sarebbe piaciuto camminare e parlare oppure stare zitti, ammirando l’infinito blu scuro.

E continuo a cercarti. Non mi arrendo. Devo sapere. Lo so, è morboso.

Ma mi manchi così tanto che a volte fa quasi male.

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Tornando a casa dal capodanno..

1 Gennaio 2009

.. Davanti a me la neve che scendeva. Un paio di centimetri presenti sulla strada, mi regalava una visione stupenda dal mio parabrezza: la storia di questa notte.

Davanti a me si stendeva questa strada bianca, immacolata.

non c’è ancora nulla di scritto per il nuovo anno

I fari illuminavano chiaramente il percorso

guardare avanti, dritti all’obbiettivo, senza lasciarsi distrarre da ciò che ci sta intorno

Guardando nello specchieto retrovisore, vedevo le tracce lasciate dai miei copertoni

lascierò il segno, qualsiasi cosa io farò

La macchina avanzava incerta, scivolando un po’ qui e là, intraversandosi nei tornanti. Doso accuratamente l’acceleratore

non sempre il cammino sarà semplice, starà a me mantenermi in carreggiata.

È già successo che la strada mi parlasse. Stanotte mi ha mostrato le cose come stanno. Un respiro profondo, inserisco la prima e via. Buon viaggio a tutti. Lasciatevi sorprendere. E lasciate il segno.

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Linea 12

10 Dicembre 2008

Mi avvio verso la fermata dell’autobus, ho ancora 5 minuti prima che passa la corsa, sigaretta, mi siedo sulla panchina. Accanto a me una vecchina del mio paese. Mi guarda.

L: Salve! :mrgreen:
V: (mi scruta con aria interrogativa) Ti chi te se?
L: Sum la tusa dala C.!
V: Aaaa, a ta cugnusevi neanca pù. Te se mia in gir in moto?
L: (ceeeeeeeerto) Ma ghè giò mezz metar da nef in paes, podi mia ‘na in gir in moto!
V: Ahè. Ta set sempru ala B?
L: Sì, a lavuri ammò lì. guardo l’ora L’è in ritard?
V: Ahè, al rüva pü incöö! Chissà che casott che ghè in gir!

[...] dopo mezz’ora di terzo grado su come va il lavoro, come stanno i miei, cosa fa mia sorella arriva il bus

V: E l’eva anca ura che ‘l rüvava, gu frecc ai pè! sale sul bus, si rivolge al conducente Ma l’è pusibil? Sem chi da mezz’ura, se la fai cusè, l’è mia pusibil eccetera eccetera al povero autista, che non ne può niente ma si scusa comunque e finalmente si parte
V: Te visct, al gà ammò sü i caden, che bisögn al gheva, che adess al piöf!
L: Sì, chi al piöf, ma in sü al fioca!
V: E, ma sent che casott che i fann, che rumur, al dà propi fasctidi, al po’ mia levai?
L: Ma no, istu, a gu di che sü al fioca ammò!
V: Ma no che chi al piöf, e guarda che trafic, a rivum pù a cà [...]

… insomma. Dio benedica colui che ha inventato il walkman che mi ha fatto evitare tutto questo!!!!

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Troppo in fretta!!

26 Ottobre 2008

Non penso di essere mai stata così spontanea. Il cuore, la mente aperti.

L’ho guardato negli occhi, e gli ho buttato tutto addosso. Scambi di battute, certo. Ma tutte cose che pensavo davvero.

Odio aspettare. Odio il tempo che non passa mai. Ho fatto che dalle parole si passasse hai fatti.

E non so ancora se pentirmente.

PS tra l’altro… è cambiata l’ora. Le 3 di stanotte sono diventate le 2. Vuol dire che, dalle 2 alle 3, le cose accadute non sono mai successe? Se fosse, sarei più tranquilla, eh…

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Cade la pioggia e tutto tace

4 Settembre 2008

Guido per tornare a casa. La pioggia cade forte e incessante. I tergicristalli si muovono veloce, ma non abbastanza.

Guido piano, neanche metto la terza, arranco piano sull’asfalto allagato e pieno di foglie.

Guido in silenzio, ogni tanto le stradine di montagna prive di pali della luce vengono illuminate a giorno. Poi il tuono copre la musica che trasmette la radio.

L’estate è finita. Questa estate che metereorologicamente è iniziata tardi e non ha durato molto, ma per me è iniziata molto presto, e ancora non è finita.

Cerco di guardare indietro per vedere cosa è capitato in questi mesi. Cose belle. Cose brutte. Non riesco a focalizzare nulla in particolare, non voglio. Sto bene. Sono serena. Solo un po’ malinconica. E guardo avanti.

Non è finita.

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Non per forza si combinano solo cazzate

19 Agosto 2008

Quando fai certe cose, non sai perchè le fai. È il cuore che solitamente ti spinge a fare cose senza senso. Come stasera, che speravo di vedere Cera d’Api, e sono casualmente passata davanti a casa sua, quasi sicura, addirittura quasi speranzosa che non c’era. E, anche se ci fosse stato, mi sarei detta “ecco, è a casa” e avrei proseguito per la mia strada.
Invece stasera ho svoltato in quella via, e l’ho visto fuori dalla finestra, che chiaccherava con l’Ottavo Nano. Ops, e ora? Posso mica passare così inosservata, la mia macchina la conoscono.. rallento, toh guarda chi c’è!! Mi salutano, mi fanno cenno di parcheggiare. Mentre facevo manovra mi son detta, che diamine, che problemi ci sono? Nessuno.

È che io ancora non ci credo di non aver rovinato tutto.
Personalmente, se scopro che una persona che non mi interessa sentimentalmente prova qualcosa per me, io mi allontano, anzi, scappo a gambe levate, sparisco.
È per questo che ogni volta che vedo/sento/parlo con Cera d’Api gli voglio ancora più bene, perchè lui non mi ha rifiutata, lui è normale, lui si comporta come al come al solito. Lui ha detto che mi vuole bene e mi considera una buona amica. E questo mi fa sentire serena.

E secondo me è proprio perchè ancora non ci credo di non aver mandato a puttane tutto come al solito, che continuo a volerlo vedere, a volerlo sentire. Per avere la prova, la certezza che lui non mi ha mentito quando mi ha detto che non gli importava, che non voleva perdermi come amica.

I sentimenti vanno e vengono, e appunto, il più delle volte complicano solo le cose. Ma questa volta no. Questa volta nonostante tutto non ho combinato casini!! E comunque, ancora non riesco a crederci.

E se tu, mio caro, leggi queste righe non m’importa. Perchè so che anche a te non importa.

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Fossero così tutte le domeniche!!

27 Luglio 2008

Tornata a casa dopo aver finito di aiutare a pulire alla festa (vedi post precedente), non ne avevo per le balle di andarmene a letto. Tra le 3.00 e le 4.00 ci si è scambiati un paio di messaggi con Digito. Tutte e due insonni, si decide di andare a vedere l’alba.

Immaginatevi voi due imbecilli in giro tra le 5.00 e le 6.00 in centro Lugano, che sparano cazzate e ridono a crepapelle. Fortuna che il sole non poteva nè vederci nè sentirci, perchè ci avrebbe di sicuro pensato due volte a fare capolino su due teste di cazzo tali. Ma sorge lo stesso, e noi ci avviamo al bar per un meritato cappuccino accompagnato da golosa brioche alla crema.

Oggi ce ne siamo proprio fregati di tutti gli scazzi della vita. Due persone che si fanno compagnia, per il piacere di condividere un momento e di non pensare a nulla. Grazie Digito.

PS questo voleva essere un post mega profondo e intelligente, ma ditemi voi come si fa a scrivere roba seria quando si riguardano foto tipo questa?

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Imbuchiamoci alla festa!!

27 Luglio 2008

Torno a casa dopo lo shopping. In auto, canticchiando, arrivo in paese, e faccio la curva per imboccare la stradina che mi porta fino a casa. Fuori dalla palestra vedo movimento di gente.

Uff, di stare a casa non ne ho voglia, che poi mi deprimo. Voglio andare anch’io alla festa, giusto per svagarmi un attimo. Beh, ma non sono mica stata invitata, nonostante conosco almeno la metà della gente che sicuramente è giù. Intanto tiro fuori una maglietta che mi sono comprata, taglio via l’etichetta e la butto via, notando che il sacco della spazzatura è quasi pieno… ecco! Idea! Vado a buttare la spazzatura!!

I container sono giù nel centro del paesello. E per arrivarci c’è o la strada o la scalinata, ambedue che passano davanti alla palestra. Ok, prendo il mio sacco e vado. C’è fuori della gente, che chiacchera. O guarda, gente di paese. Mi vedono, mi salutano. Mi avvicino e chiedo, facendo proprio l’ingenua, che ci facevano lì. Così facendo sono stata fuori a parlare con loro una buona mezz’ora, esce un altro conoscente che dice che arriva la torta, mi vede e mi dice di entrare anch’io. È fatta!

La festa era veramente tranquilla, molto famigliare. C’era musica, il karaoke, i maghi che intrattenevano grandi e piccini. Ho scambiato anche due chiacchere con Cera d’Api. Ma mi sono divertita, ho avuto modo di parlare con gente che incrocio sempre per strada ma con la quale non capita mai l’occasione di scambiare due parole. Per mettermi l’animo in pace dell’autoinvito sono stata a dare una mano al festeggiato a riordinare, dopo che tutti se n’erano andati.

E ora sono qui a scrivere questo post, incapace di dormire, pensieri che cozzano nella testa.. Uff, e calcolare che tra meno di sei ore dovrei partire per fare un motogiro… quasi quasi faccio due chiacchere col Digito, vah.

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Pari e/o dispari…

24 Luglio 2008

Io col Digito lo sapete oramai che ci vado d’accordo. Tramite lui l’altra sera ho avuto anche l’onore e il piacere di conoscere personalmente una sua grande amica, SognodiSabbia. C’è stata subito complicità con lei, e si è rivelata una ragazza geniale, molto dura ma anche molto dolce, una persona di tutto rispetto.

Ieri sera allora abbiamo deciso di fare un’uscita tutti insieme.

E ora spiegatemi voi perchè tutti e tre insieme non funzionavamo???