Archivio per la categoria ‘On the road’

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Giorno 1.

20 Ottobre 2009

Non sai mai quanto è importante una cosa finchè non te ne privano. L’ho sentita spesso questa frase, ma non te ne rendi mai conto fino a quando accade davvero.

A partire da stamattina alle 00.01 non sono più in possesso della mia licenza di condurre. Certo, è solo un mese. Fino a ieri sera la cosa era tranquilla, tutto organizzato e pianificato nel dettaglio. Posso andare a lavorare e a far la spesa.

Ieri sera ho passato le mie ultime ore in possesso della mia patente sfrecciando in moto di qui e di là, quando ha iniziato a far buio e freddissimo ho preso la macchina e mi sono fatta un giro. Ho poi riposto i veicoli in garage, chiuso a chiave e sono tornata verso casa a piedi. Tutto tranquillo. Stamattina, quando la cosa era effettiva, mi sono sentita che mancava qualcosa. Cavoli, sì. Guardavo dal finestrino del bus le moto e le macchine, e provavo invidia e profonda vergogna.

Sarà un periodo (neanche troppo) lungo, e spero di trarne insegnamento. Ah, e stasera pediluvio, che c’ho già un mal di piedi boia.

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In giro a spasso

9 Ottobre 2009

Avete notato anche voi che, quando piove, si vedono molti ombrelli in giro (sai che novità). Il fatto è che si vedono molte coppie sotto questi ombrelli, coppie di amanti, coppie di amici, coppie di colleghi. Tutti in giro in compagnia.

Poi distogli lo sguardo dai marciapiedi e dalle piazze e guardi le auto che ti passano davanti. Tutte con una persona nell’abitacolo. Essì che ce ne starebbero almeno quattro. No, tutti in giro da soli. Traffico allucinante. Molto meglio andare a piedi.

 

…. mi sa che questa storia del ritiro patenti mi sta facendo dare i numeri, però.

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Chitty Chitty Bang Bang

2 Ottobre 2009

Siiiii, ho cambiato la macchina!

Quella di prima era un macinino piccolino ma che tirava come una bestia. Purtroppo che vivo in montagna, e quindi le strade pianeggianti non esistono. O salita, o discesa. Ottocentoqualcosa chili di macchina, appena scende 1 cm di neve si è bloccati. E via, a piedi!

 E ora che ho finalmente un 4×4, sono sicura che non cadrà un fiocco di neve quest’inverno..

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Ore 10.30 – a quanti caffè sono arrivata?

14 Luglio 2009

Ore 06.30 – colazione, con caffè.

Ore 06.45 – partenza da casa, sulla strada tappa per bere il caffè con la squadra di giornalai con cui mi trovo quasi tutte le mattine.

Ore 07.10 – posteggio la moto, incontro un’amica, dai che andiamo a bere un caffè al volo.

Ore 07.30 – esco dal bar e dietro l’angolo incontro un collega di mia mamma, si è appena sposato, lei è incinta, ma dai che ti racconto tutto mentre ci beviamo un caffè.

Ore 09.00 – mi chiama la mia migliore amica, andiamo in pausa insieme, cappuccino.

Ore 09.20 – mentre torno dalla pausa, sotto l’ufficio incontro il tizio che mi aveva fatto delle installazioni in casa, e come va e come non va, e hai tempo per un caffè?

Ah, poi per ogni caffè calcoliamo in media 2 sigarette…. non c’è che dire, conduco proprio una vita salutare, eh!

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Devo cominciare a seguire il calcio

26 Maggio 2009

Sono appena venuta a sapere che domenica c’era un’importante partita di calcio e tutte le forze del male (leggi anche polizia) erano concentrate là per evitare tafferugli e balle simili.

E noi, poveri cristi, in giro in moto a 1/3 della velocità che avremmo voluto andare, cagandoci addosso ad ogni curva pensando di trovarci dietro il blocco.

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Il bianco, il nero e le mille sfumature di grigio

5 Febbraio 2009

Stamattina mi sembrava di guardare il mondo attraverso un vecchio televisore che trasmetteva un vecchio film in bianco e nero.

Guardavo in realtà attraverso il parabrezza. L’asfalto era grigio. I muri di sasso e gli alberi spogli. Dove c’erano i prati il verde era sparito, ed era tutto coperto dalla neve. A valle, guardando oltre il guardrail, non vedevo nè la città nè il lago. Solo un immenso mare di nebbia, dal quale spuntavano montagne anch’esse scure e grigie, con chiazze di neve un po’ ovunque. Il cielo plumbeo.

Il mio sguardo tornava ancora in strada, dove la neve al lato della strada si stava sciogliendo, e i rivoli d’acqua formavano strani disegni. In certi punti luccicavano, come se mi volessero avvisare di stare attenta, che c’era il ghiaccio.

Come in un sogno, vedo una luce. Una luce bianca, sempre più grande, sempre più intensa. Mi riparo gli occhi, ancora addormentati. Al culmine della luce si spegne tutto di botto. E vedo la carrozzeria dell’auto che ho incrociato, di un bel rosso acceso.

Ed eccomi di ritorno in un mondo di nuovo a colori.

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Tornando a casa dal capodanno..

1 Gennaio 2009

.. Davanti a me la neve che scendeva. Un paio di centimetri presenti sulla strada, mi regalava una visione stupenda dal mio parabrezza: la storia di questa notte.

Davanti a me si stendeva questa strada bianca, immacolata.

non c’è ancora nulla di scritto per il nuovo anno

I fari illuminavano chiaramente il percorso

guardare avanti, dritti all’obbiettivo, senza lasciarsi distrarre da ciò che ci sta intorno

Guardando nello specchieto retrovisore, vedevo le tracce lasciate dai miei copertoni

lascierò il segno, qualsiasi cosa io farò

La macchina avanzava incerta, scivolando un po’ qui e là, intraversandosi nei tornanti. Doso accuratamente l’acceleratore

non sempre il cammino sarà semplice, starà a me mantenermi in carreggiata.

È già successo che la strada mi parlasse. Stanotte mi ha mostrato le cose come stanno. Un respiro profondo, inserisco la prima e via. Buon viaggio a tutti. Lasciatevi sorprendere. E lasciate il segno.