Archivio per la categoria ‘La tana delllindividua’

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Mettere ordine nella propria vita

21 Gennaio 2009

che, detta così, sembra la classica “frase fatta” da persona superintelletualoide.
Una frase che ho sempre sentito dire, ma che non ho mai capito, e mai messo in atto.

Sono sempre stata una persona pigra, pigra a tal punto che aspettavo che le cose mi accadessero semplicemente, io me ne rimanevo lì ferma con le mani protese in avanti guardando il cielo, aspettando che qualcosa mi arrivasse dritta dritta tra le mani. Ma ora mi hanno spronato a muovermi. A fare che sia io che faccia accadere qualcosa. E ci provo, ci provo davvero.

Mi sono trovata, appunto, con la vita in disordine. E, anche se io amo e vivo nel disordine perenne, ho deciso di provare a rimediare.

Ho preso la famiglia, che era rimasta sotto al letto.
Ho preso l’amore, che avevo lasciato nella libreria in mezzo ai libri d’avventura.
Ho preso gli amici, che erano tutti spaiati nel cassetto dei calzini.
Ho preso il lavoro, ritrovato mentre spolveravo le mensole.

Con tutte queste cose in mano, mi sono guardata intorno. Mi ricordo esattamente dove erano messe. Ma ho iniziato a posizionarle in posti differenti.

Infatti ora, sto davvero trovando un po’ di ordine nella mia vita. Ma mi sento disorientata. Perchè le cose sono tutte in posti differtenti a prima.

Ora. Sto facendo un lavoro di merda o mi sto evolvendo e crescendo?

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Richiesta al fronte

12 Gennaio 2009

Oggi inizio ufficiale della guerra contro gli zuccheri. Ma non roba che si, faccio attenzione a quello che mangio e bla bla bla. Sono proprio andata da una dietologa che mi ha dato tutto un programma da seguire, roba con pasti sostitutivi e quant’altro.

La vedo già dura. Anzi, non la vedo proprio, che c’ho già fame, eh.

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Linea 12

10 Dicembre 2008

Mi avvio verso la fermata dell’autobus, ho ancora 5 minuti prima che passa la corsa, sigaretta, mi siedo sulla panchina. Accanto a me una vecchina del mio paese. Mi guarda.

L: Salve! :mrgreen:
V: (mi scruta con aria interrogativa) Ti chi te se?
L: Sum la tusa dala C.!
V: Aaaa, a ta cugnusevi neanca pù. Te se mia in gir in moto?
L: (ceeeeeeeerto) Ma ghè giò mezz metar da nef in paes, podi mia ‘na in gir in moto!
V: Ahè. Ta set sempru ala B?
L: Sì, a lavuri ammò lì. guardo l’ora L’è in ritard?
V: Ahè, al rüva pü incöö! Chissà che casott che ghè in gir!

[...] dopo mezz’ora di terzo grado su come va il lavoro, come stanno i miei, cosa fa mia sorella arriva il bus

V: E l’eva anca ura che ‘l rüvava, gu frecc ai pè! sale sul bus, si rivolge al conducente Ma l’è pusibil? Sem chi da mezz’ura, se la fai cusè, l’è mia pusibil eccetera eccetera al povero autista, che non ne può niente ma si scusa comunque e finalmente si parte
V: Te visct, al gà ammò sü i caden, che bisögn al gheva, che adess al piöf!
L: Sì, chi al piöf, ma in sü al fioca!
V: E, ma sent che casott che i fann, che rumur, al dà propi fasctidi, al po’ mia levai?
L: Ma no, istu, a gu di che sü al fioca ammò!
V: Ma no che chi al piöf, e guarda che trafic, a rivum pù a cà [...]

… insomma. Dio benedica colui che ha inventato il walkman che mi ha fatto evitare tutto questo!!!!

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Alzo gli occhi al cielo. Ci sei…

8 Novembre 2008

Tu che mi accompagnavi agli allenamenti.
Tu che mi hai insegnato a stare sulle due ruote.
Tu che dicevi a tutti come fare le cose, e stavi a guardare.
Tu che eri incredibilmente testardo.
Tu che mi parlavi in dialetto.
Tu che toccami tutto, tranne il mio orto.
Tu che mi hai insegnato a giocare a carte.
Tu che eri un vero pirata della strada.
Tu che per ogni cosa che dicevo o facevo, dicevi sempre “ai miei tempi…”
Tu che eri un mago delle parole crociate.
Tu che nonostante eri un brontolone, ti facevi amare da tutti.
Tu che mi coprivi la moto quando pioveva.
Tu che mi hai accompagnato a fare addormentare il povero Toni.

Oggi è un anno che non sei più con noi, nonno. E mi manchi da morire.

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Due nuovi coinquilini

19 Settembre 2008

Mercoledì pranzo in famiglia. Si arriva a parlare di animali domestici. Con mio zio si è discusso che io, prima o poi, un gatto l’avrei preso. Essendo cresciuta con questo animale in casa, ora che vivo da sola sento che mi mancano i mici.

La sera dopo mio zio mi manda un sms: “Ti ho trovato un gattino”. Cabestia, che rapidità!!! Ho chiamato la padrona, mi ha detto che aveva lì sto gatto di due mesi e rotti, svezzato, pronto per trovare un nuovo padrone. Parlando, è saltato fuori che la cucciolata era composta unicamente da due fratelli. Mi son detta, tanto lavoro tutto il giorno, pora bestia già la devo lasciare da sola, quasi quasi mi piglio già la coppia di fratelli.

Morale? È da due ore che queste due splenide creature zampettano per casa. In due ore han già combinato un qualche casino eh, ma roba da poco. Uno è comunque più tranquillo. L’altro più scatenato.

Ora chiedo il vostro aiuto: non so decidermi su come chiamarli. Se andate qui trovate un sondaggio atto allo scopo (visto che su ’sto cavolo di wordpress non si può mettere).

E quindi, aiutatemi a dare un nome a questi due splendori!!!!

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Nella vecchia fattoria

17 Settembre 2008

È quasi affascinante sentire le galline che strillano poco prima di essere uccise.

Riesci a coglierne la paura, l’autentico terrore. Che viene interrotto da un gorgoglio sinistro.

Uno sbattito di piume, poi un secondo di silenzio. E le altre galline, solidali, urlano contro l’enorme bipede assassino.

Basta che il contadino si sbrighi, che mi sta rovinando la pennichella pomeridiana.

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Che scazzo.. #2

9 Settembre 2008

… quando, uscendo dalla doccia, ti ricordi che tutti gli asciugamani li hai messi a lavare…

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Imbuchiamoci alla festa!!

27 Luglio 2008

Torno a casa dopo lo shopping. In auto, canticchiando, arrivo in paese, e faccio la curva per imboccare la stradina che mi porta fino a casa. Fuori dalla palestra vedo movimento di gente.

Uff, di stare a casa non ne ho voglia, che poi mi deprimo. Voglio andare anch’io alla festa, giusto per svagarmi un attimo. Beh, ma non sono mica stata invitata, nonostante conosco almeno la metà della gente che sicuramente è giù. Intanto tiro fuori una maglietta che mi sono comprata, taglio via l’etichetta e la butto via, notando che il sacco della spazzatura è quasi pieno… ecco! Idea! Vado a buttare la spazzatura!!

I container sono giù nel centro del paesello. E per arrivarci c’è o la strada o la scalinata, ambedue che passano davanti alla palestra. Ok, prendo il mio sacco e vado. C’è fuori della gente, che chiacchera. O guarda, gente di paese. Mi vedono, mi salutano. Mi avvicino e chiedo, facendo proprio l’ingenua, che ci facevano lì. Così facendo sono stata fuori a parlare con loro una buona mezz’ora, esce un altro conoscente che dice che arriva la torta, mi vede e mi dice di entrare anch’io. È fatta!

La festa era veramente tranquilla, molto famigliare. C’era musica, il karaoke, i maghi che intrattenevano grandi e piccini. Ho scambiato anche due chiacchere con Cera d’Api. Ma mi sono divertita, ho avuto modo di parlare con gente che incrocio sempre per strada ma con la quale non capita mai l’occasione di scambiare due parole. Per mettermi l’animo in pace dell’autoinvito sono stata a dare una mano al festeggiato a riordinare, dopo che tutti se n’erano andati.

E ora sono qui a scrivere questo post, incapace di dormire, pensieri che cozzano nella testa.. Uff, e calcolare che tra meno di sei ore dovrei partire per fare un motogiro… quasi quasi faccio due chiacchere col Digito, vah.