Il bar che frequento io di solito, mi piace assai. È sito di fronte a una rotonda. È bello starsene fuori sul terrazzino, dove c’è una siepe non fitta, così ti puoi perdere nei tuoi pensieri guardando le auto che arrivano da tutte le parti, vedere che facce ci sono in giro al volante, vedere chi fa stridere le gomme ad uscire dalla curva, vedere tutto e vedere niente. Tanto loro comunque non ti vedono.
La gente che ci viene a bere ce n’è di ogni, dipende dalle giornate e dagli orari. Ma comunque, sempre gente non impegnativa, non quella che ti becchi in ogni bar (che coraggio chiamarli ancora bar… adesso sono praticamente tutti caffè/lounge) del centrocittà.
Eppoi, in questo bar, ci sono le riviste di moto, che mica tutti, eh.
Ieri, appunto, ero in questo bar, a bermi una birretta prima del ritorno a casa. Eravamo tutti fuori sul terrazzino a guardare i nuvoloni neri che avanzavano velocemente e il vento che iniziava ad essere forte e freddo.
D’improvviso i primi lampi. L’acqua è arrivata giù manco avessero aperto un rubinetto. Il vento arrivava a raffiche. Che spettacolo. Però iniziava a pioverci anche nella birra, nonostante il tendone, allora siamo entrati tutti, e ci siamo piazzati vicino alle vetrate per continuare a guardare la natura che si scatenava.
Poi qualcuno ha indicato col dito il tetto di una casa poco lontana. Il nostro sguardo che prima spaziava verso l’orizzonte del cielo, si è focalizzato sulla casa vicina.
Chi ridacchiava, chi lanciava gridi d’incitamento e fischi. Tutti comunque con l’aria un po’ trasognante, e un bel sorriso stampato sul muso.
Questa giovane coppia, lei con un vestitino nero con le spalline e lui in pantaloncini, si rincorrevano, si baciavano, aprivano le braccia verso il cielo, si baciavano ancora, lei saltava in braccio a lui che la faceva girare, e ridevano, e ridevano.
A riscriverlo ora, mi vengono ancora i brividi. Questa danza d’amore, è stata una delle cose più belle che io abbia mai visto.



